giovedì 5 aprile 2012

SAVE THE LAMB



  •  Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori..  Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi,  e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono , poi di nuovo riprendono a rincorrersi. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice,  un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini  di pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.
  • Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma,  nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così.  Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l'abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla,  non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell'esistere?   Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. 
  • Buona Pasqua !
  • Ave
            

27 commenti:

  1. Beautifully written and oh so very true. I always shudder around these types of holidays, as so many of the foods which are associated with them mean that enormous numbers of animals will be slaughtered so that humans can have their feast. And as you say, the original connection is now so very lost. Especially in the city.

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  2. :c

    www.ohwowlovelyxx.blogspot.com

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  3. happy that i don't eat any lamb at all. always have to think of these cute creatures alive... breaks my heart if you would eat it.
    check out my latest blog post if you have the time:)

    http://pulcinellata.blogspot.com/

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  4. Una bellissima riflessione, da diffondere.
    Io sono una che mangia carne volentieri, ma bandisco vitelli e vitelloni e pertanto cerco di comprare carne dai macellai che so che non macellano cuccioli.
    Devo essere sincera, mangio poco agnello, ma solo perchè secondo me non tutti sanno farlo bene e così colgo qs scusa per salvare una vita, almeno per quanto mi riguarda.
    Dopo qs tuo racconto, sarà dura anche provare ad assaggiarlo. Lo strazio della madre che cerca invano il suo cucciolo rieccheggia nella mia immaginazione...

    A perte qs, che sia una serena Pasqua per te e per i cuoi cari.

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  5. che strazio!che bene hai scritto questo post, è sempre un piacere leggerti e venirti a trovare. anche tu sei rimasta ferma per parecchio tempo. spero tutto ok.
    un bacione
    momben

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  6. Proprio ieri il mio compagno(medico veterinario)mi ha detto di come è straziante vedere per tanti giorni gli agnellini che sono tra l'altro simpaticissimi, portati via per la macellazione. Vorrei tanto diventare vegetarania... concordo con tutto ciò che hai scritto; questi agnelli subiscono la stessa sofferenza che Gesù ha provato, la Pasqua dovrebbe essere un giorno in cui commemorare la sua morte più che andare al supermercato.

    Baci e buona Pasqua anche a te.

    Marcella

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  7. Salviamoli tutti perchè non vorrei mai trovarmelo nel piatto! Eww...

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  8. Non credo diventerò mai vegetariana ma ci sono carni fatte apposta per apportare all'organismo fonti preziose di nutrimento e l'agnello non è sicuramente tra queste. Mi fanno abbastanza ribrezzo i mangioni delle feste comandate tanto quanto gli stilisti moderni che si professano gente all'avanguardia e nel 2012 fanno ancora sfilare le pellicce.
    Buona Pasqua!

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  9. degli auguri migliori non avresti potuto farli.

    buona pasqua

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  10. Mi piace molto il tuo blog, finalmente uno dei pochi blog che parlano di qualcosa!
    purtroppo non ho mai visto dei giovani agnellini giocherellare, ma ho impresso quando circa 3 anni fa sono andata in turchia qualche settimana prima di pasqua in un luogo sacro e c'erano tutti uomini che prima prendevano questi agnellini tenerissimi e dopo un po toranavano con dei carretti piene di carcasse...probabilmente una scena che non dimenticherò mai! :(
    perchè per festeggiare una festa santa bisogna uccidere queste povere bestiole??! che strazio!

    www.nuagerose.com

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  11. cmq il video è troppo carino!! :D


    www.nuagerose.com

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  12. ciao Ave , e' un vero piacere leggerti di nuovo, spero che tu possa riprendere a tenerci compagnia con il tuo garbo classe e intelligenza, a presto, Buona Pasqua .Maria Elena www.tuttepazzeperibijoux.com

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  13. Bellissime parole.
    Peccato che tu ti sia "dimenticata" di citare l'autrice: Susanna Tamaro, Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo, scritto per il Corriere della Sera il 28 maggio 2010.

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  14. ops... dimenticavo il link:
    http://www.corriere.it/cultura/10_marzo_28/pianto-agnelli-dolore-mondo-tamaro_5a1f6106-3a40-11df-87c6-00144f02aabe.shtml

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  15. @Chiara

    non avendo un tuo link ti rispondo qui.
    Ti ringrazio per aver letto il post , per il commento e per la precisazione. Sono tornata su quella che era la mia "fonte "
    http://www.cattolicivegetariani.it/content/generale/il-pianto-degli-agnelli-il-dolore-nel-mondo.html
    ed ho notato che era riportato l'autore .
    Con vero piacere aggiungo in etichette il nome di Susanna Tamaro, che leggo e che stimo.
    Buona Pasqua Chiara !

    ave

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  16. Cara Ave, hai una nomination sul mio blog :)

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  17. Ciao Ave, il menu di domani infatti prevede una torta pasqualina..ti capisco...


    Anna

    www.followpix.com

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  18. Chic baby! would you like to follow each other blog? :X

    FashionSpot.ro

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  19. Ciao cara Ave, spero che siano state vacanze belle e rilassanti!
    Qui annaspo in mezzo a un mare di impegni, belli grazie al cielo, e sento la necessità di staccare con la connessione permanente, a parte i miei blog-amici!

    Ricordo che un anno a mio padre arrivarono 9 tra capretti e agnelli, alcuni "come mamma li aveva fatti".
    Eravamo abituati a riceverli, per alcuni pazienti che vivevano in campagna era il pensiero più importante che si potesse fare ma per noi era sempre uno choc, soprattutto per noi bambini...

    un abbraccio!

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  20. Ciao Ave, spero che tu abbia voglia e tempo di tornare a regalarci qualche bel post,io ti aspetto! elena www.tuttepazzeperibijoux.com

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  21. Condivido pienamente questo tuo post: non mangio carne da decenni proprio per evitare di contribuire alle carneficine ;)

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  22. Hey dear, u have really interesting posts. I like ur amaizing photos the most. Visit me when u chatch up some free time. xo xo

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